Artigiani del bello. Piccoli ma unici!

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Forse vi sarete accorti che in queste settimane vi stiamo guidando attraverso un’Italia un po’ diversa dal solito. Mete conosciute, certo, ma con angoli nascosti dell’italianità che si cela tra un monumento, una piazza e una trattoria a chilometro zero.

Oggi vi mostriamo il nostro lato più “fashion”, ma come sempre a modo nostro, conducendovi alla scoperta delle botteghe storiche, quei piccoli paradisi dove regna il “fatto a misura” e lo “standard” è un concetto bandito a prescindere.

Artigiani dalle mani capaci, forgiate dagli anni di esperienza e dai segreti che altri prima di loro hanno tramandato e che forse, a loro volta purtroppo faranno fatica a trasmettere. Cappelli, tessuti, scarpe, abiti, gioielli e tanto altro per scoprire l’Italia dei mille campanili e delle “belle” arti.

Le ali ai pedi con le scarpe di Adriano Stefanelli

Ha realizzato le scarpe per Barack Obama. E tanto basta per conoscere questo artigiano, rappresentante di una classe di artigiani della scarpa oramai sempre più esigua in Italia. Nel suo laboratorio non ci sono macchine, solo la manualità che trasuda fatica e tradizione. La Tomaia e la Forma sono gli elementi fondamentali da cui Stefanelli parte. Tutto il resto è un segreto delle sue mani.
http://www.adriano-stefanelli.it/

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La storia in testa con Gallia e Peter

Non solo una modisteria bensì una casa di moda, la più antica di Milano (nel 1912 riceve l’autorizzazione ad usare lo stemma reale nell’insegna), dove Laura Marelli, pronipote della fondatrice, continua la tradizione di famiglia. Ogni cappello viene costruito ad hoc con la cliente, davanti ad uno specchio, concordando il modello più adatto al viso, al vestito e alla personalità. I feltri vengono ancora sagomati a famo con il ferro da stiro e a mano sono fatte anche tutte le piccole rifiniture. I suoi cappelli sono opere d’arte.
http://www.galliaepeter.it

gallia e peter cappelli

Lo stile al collo: le cravatte di Eugenio Marinella

Un piccolo negozio che esiste e resiste dal 1914 e che ha creato una sorta di stile anglo-napoletano. Le cravatte di Marinella (che nasce come camiciaio) hanno avvolto il collo di tanti uomini importanti: presidenti, manager, banchieri che hanno portato lo stile Marinella nel mondo. Eppure ancora oggi, entrando in questo piccolo gioiello napoletano, un salotto più che un negozio, si respira la stessa atmosfera di cento anni fa: cortesia, gentilezza e tanto stile.
http://www.marinellanapoli.it/it/

cravatta marinella

A Venezia il lusso è Fortuny

Tessuti ancora oggi tessuti a mano nei grandi telai della Giudecca, ispirati ai velluti ad inferriata ed ai broccati veneziani e fiorentini della seconda metà del ‘400 e del ‘500. Fortuny, pittore, scenografo, fotografo e grande viaggiatore, attinge dalle sue origini (nasce in Spagna ma frequenta Parigi e poi Venezia).

Nel 1919 sceglie l’isola della Giudecca per creare il proprio laboratorio. Stoffe di cotone lavorate e decorate con macchinari che lui stesso aveva inventato, con motivi decorativi ripresi dall’antica Grecia, dalla Spagna e dalle stampe di Morris. Uno stile unico: cotoni, velluti, sete che ritroviamo sulle pareti di molti palazzi europei e non solo.
www.fortuny.com

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L’oro rosso di Torre del Greco: Antonino De Simone

Il gioiello in corallo nasce con questo artigiano nel 1830, ben 180 anni in cui le mani di Antonino e poi quelle delle generazioni che lo hanno seguito, hanno creato dei capolavori oggi conservati nel museo di famiglia, una collezione privata che ospita circa trecento pezzi raccolti da Antonino in tutta la sua vita.

Un omaggio al corallo così come era concepito nell’ antichità, pietra magica portatrice di buona sorte e di influssi positivi, ma anche a come è oggi, nelle sue forme più moderne.
http://www.antoninodesimone.it

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One thought on “Artigiani del bello. Piccoli ma unici!

  1. Questo articolo mi ha molto incuriosito. Sono felice che l’eccellenza dell’artigianato del made in Italy sia riconosciuto da sempre e continui a mantenere un primato. L’eccellenza artigiana ad oggi più che mai, ci è preziosa e deve continuare ad essere un fattore di riconoscimento esclusivo.

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