Una valle slow! Scoprire i fenicotteri e i cervi di Pineta nella Camargue italiana

Fenicotteri_nelle_Valli_di_Comacchio

In attesa dell’arrivo di una stagione più adatta alle gite fuori porta, vi suggeriamo alcuni itinerari da fare nei prossimi mesi estivi, in una delle zone più affascinanti del nostro bel paese. Un viaggio decisamente speciale, dove l’acqua è la protagonista incontrastata, all’insegna delle attività all’aria aperta e delle escursioni “avventura”, per fare bird watching, percorrere specchi d’acqua in canoa, fare trekking a piedi, in bicicletta o a cavallo.

Siete curiosi? Stiamo parlando del Parco del Delta del Po’ che ogni anno, tra aprile e giugno organizza la Primavera slow con una serie di iniziative adatte a tutti e alla portata di tutti, per esplorare uno dei più importanti ecosistemi umidi italiani.

Si parte da Comacchio, la piccola Venezia, con i suoi canali, le sue valli e la sua cultura antica della pesca all’anguilla. Qui sarà possibile conoscere e assaporare (nel vero senso della parola) la storia e le tradizioni dell’ambiente vallivo con il suo cibo principe, l’anguilla, presidio slow food, e la tradizione salinara.

Un’escursione in barca ai Casoni della Valle, vi consentirà di rivivere una civiltà antica, ancora parte della nostra storia fino agli anni sessanta, ancora magnificamente conservata e ricca di flora e, soprattutto di fauna, che qui trova un habitat ideale per nidificare. Protagonisti sono gli aironi e i fenicotteri rosa (da non perdere il percorso ad hoc che si chiama «La finestra sui fenicotteri»).

Cavalli-boscoforte

In queste zone, ed in particolare nel Bosco della Mesola, si può anche andare alla ricerca del cervo delle dune. Ne sono rimasti 70 esemplari, ma se siete fortunati, riuscirete ad incontrarne uno.

Scendendo verso sud si incontra la Riserva Naturale Orientata di Alfonsine e l’Oasi di Boscoforte di epoca etrusca, seguendo il fiume Reno per arrivare nella provincia di Ravenna. La penisola di Boscoforte è una delle aree del Delta del Po’ più incontaminate, dove i cavalli bianchi Camargue vivono ancora allo stato brado.

Continuando questo viaggio arriverete a Punte Alberete e potrete camminare nella foresta allagata, ultimo esempio di palude di acqua dolce e antico residuo delle foreste paludose meridionali della Valle padana. Il percorso prosegue per la Fattoria Guiccioli, una delle ultime tappe della fuga di Giuseppe Garibaldi dove morì Anita. E da qui si parte poi in barca per le dune naturali che si trovano tra Marina Romea e Casal Borsetti.

Dalla natura all’arte il passo è breve: a pochi chilometri, Ravenna merita assolutamente una visita: la Basilica di San Vitale è il punto di partenza, i suoi mosaici non possono essere raccontati con le parole, vanno visti ad occhio nudo per riflettersi nella luce oro e blu lapis e nella penombra di un luogo che ispira una spiritualità profonda e senza tempo.

sposalizio del mare cervia ravenna

Se poi, avete tempo e volete spingervi verso le località più note della riviera, vi consigliamo di fare tappa a Cervia. In maggio si celebra lo sposalizio del mare, da ben 5 secoli, della vecchia Ficocle (antico nome etrusco della città): la leggenda narra che Pietro Barbo, Vescovo di Cervia, poi divenuto Papa Paolo II, il giorno dell’Ascensione del 1445, fu sorpreso in mare da una tempesta. Il Vescovo placò le acque, portando così in salvo nave ed equipaggio, dopo aver gettato in mare il suo anello. Da questa storia nacque questa tradizione che Cervia ancora celebra.

Ultima tappa di questo viaggio emozionante che unisce il mondo dell’acqua con quello della terra, le saline di Cervia, patria del sale dolce. La visita al Museo vi racconterà le storie di questo oro bianco, così prezioso per gli etruschi e poi per i romani. Ma dopo la visita, rilassatevi nella stanza del sale (con pareti e pavimento di sale) e fatevi coccolare scegliendo uno dei vari trattamenti a disposizione.

Per info sugli itinerari proposti
www.podeltabirdfair.it
www.deltaduemila.net
www.atlantide.net
www.ferrarainfo.com
www.comunecervia.it
www.comune.ra.it

Tips and Tricks

La stagione migliore per visitare il Deltà del Pò è la primavera dove il verde domina l’azzurro dell’acqua e, soprattutto, le zanzare concedono un po’ di tregua. Gli uccelli amano queste zone per nidificare, proprio perché si sentono al sicuro.

Ecco perché fare birdwatching è più facile. Rivolgetevi ai tanti centri visita del parco per organizzare al meglio il vostro itinerario. Le visite guidate vi faranno godere il meglio di questa avventura.
Potete completare gli itinerari naturalistici con percorsi enogastronomici altrettanto gustosi.

Questa non è solo la terra dell’anguilla, ma anche dei molluschi, come per esempio le vongole e anche dei vini delle vigne coltivate nelle pianure sabbiose a ridosso della strada Romea, come il vino del Bosco Eliceo. Infine una curiosità: in pineta si trova il gustoso tartufo bianco che arricchisce i piatti a base di selvaggina (faraona e anatra) tipici di questa area.


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