Viaggiando nella storia d’Italia: scoprire i borghi storici

stilo-calabria

Mille campanili, mille piazze, mille storie: l’Italia è fatta così; un meraviglioso mosaico da comporre a proprio piacimento, viaggiando senza meta per scoprire angoli nascosti, panorami che hanno ispirato Dante e Leopardi, scorci su una natura selvaggia ma prodiga di risorse.

Oggi vi portiamo nei borghi più belli d’Italia, per “respirare il senso del tempo”, sentire “l´odore della vita e delle sue stagioni”, così scriveva Goffredo Parise nei suoi sillabari. Un´Italia minore, ma solo apparentemente, sconosciuta e nascosta, che ci racconta la storia millenaria e i suoi segni indelebili, conservati con fatica contro una modernità avanzante a tutti i costi.

ricetto di candelo borgo storico medioevale

Questi borghi, abbandonati negli anni sessanta, stanno tornando alla vita grazie alla passione delle numerose persone che ritornano a vivere nei piccoli centri storici e ai visitatori che sono interessati a conoscerli, per scoprire odori e sapori di una tipicità che diventa modello di vita e che vale la pena gustare con tutti i sensi.

La nostra “gita” parte dal Piemonte nel borgo di Ricetto di Candelo. Di origine probabilmente celtica, diventa feudo fortificato nel 1200, quando gli abitanti costruiscono il “ricetto”, fortificazione collettiva tipica della zona (siamo a Biella). Il ricetto, a pianta pentagonale, contava 157 casupole che oggi sono duecento, e fanno di Candelo il più intatto di tutti i ricetti del Piemonte. Anticamente veniva usato come deposito per i prodotti agricoli in tempo di pace e come rifugio in tempo di guerra o di pericolo.

le casupole di ricetto borgo storico

Il ricetto aveva una cinta muraria imponente, quattro torri rotonde ed un’unica via di accesso protetta a Sud da una Torre Porta. Se entrate da questa porta vi troverete in una piazzetta pavimentata con le pietre tondeggianti del vicino torrente. Qui incontrerete il palazzo del principe, fatto costruire da Sebastiano Ferrero nel 1496 come un mastio.

La cosa che rende questo borgo unico è il modo in cui sono costruite le casupole: singole cellule non comunicanti; al piano terra c’è la caneva, una cantina con pavimento in terra battuta, destinata al vino, alla quale si accede dalla strada. Al piano di sopra il solarium, un ambiente secco e asciutto, ideale per la conservazione del grano, a cui si accede direttamente dalla “rua” tramite una balconata di legno.

Cosa comprare: il borgo è ricco di piccole attività artigiane, antichi mestieri, tra questi un liutaio davvero particolare che racconta il proprio mestiere con concerti improvvisati al momento. Cosa mangiare: la paletta candelese che è la scapola di suino sgrassata, salata e manualmente, oltre alla polenta “counscia”, alla cacciagione, in particolare l’oca, tipicamente piemontese.

i sassi di candelo borgo storico

La nostra seconda tappa è stata Santo Stefano di Sessanio, in Abruzzo. Uno dei più bei monumenti del Parco Nazionale del Gran Sasso, è costruito completamente in pietra calcarea bianca, qui i segni delle varie dominazioni si sono avvicendati in modo non sempre naturale nelle mura e negli edifici del borgo: longobardi, aragonesi, fiorentini. Santo Stefano è stato per secoli il cuore della Lana Carfagna, prodotta e lavorata in Toscana e venduta in tutta Europa.

santo stefano di sessanio panorama abruzzo borgo storico

Il silenzio qui è padrone dei piccoli vicoli sassosi, da percorrere con il passo lento dei monaci che qui vissero a lungo. L’aria tersa e pura vi farà apprezzare il tempo che qui, pare essersi fermato. Il borgo è ancora abitato da una piccola comunità di 120 persone ed è sede di uno dei più affascinanti alberghi diffusi italiani.

Cosa comprare: se cercate qualcosa di antico e ricercato, cercate le botteghe di tombolo aquilano, così apprezzato dagli aragonesi.
Cosa mangiare: Santo Stefano è la patria di una rara qualità di lenticchie, presidio Slow Food, che nasce e cresce solo qui, alle pendici del Gran Sasso.

stilo castello normanno

Dopo l’Abruzzo, percorriamo la nostra penisola, fino alla punta, in Calabria, dove ci fermiamo a Stilo, dove la cultura greca ha lasciato un meraviglioso edificio, La Cattolica, una piccola chiesa bizantina a pianta centrale di forma quadrata. Stilo è testimonianza del passaggio della cultura bizantina calabrese, anzi, qui i monaci basiliani, trovarono rifugio, scappando dalle persecuzioni.

Altro esempio è la Chiesa di San Nicola da Tolentino, con la cupola a trullo che guarda sulla Valle dello Stilaro. Se volete avere una visione ancora più solitaria e spettacolare, salite fino alla cima del monte Consolino, dove ci sono i resti del castello fatto costruire da Ruggero II.

Pronti a partire?

Consigli

Il club Borghi più Belli d’Italia raccoglie attualmente 193 borghi, potete trovare tutte le info sul sito www.borghitalia.it. Tuttavia ancora tanti sono da scoprire, o meglio, da riscoprire. E questo è lo scopo del club.
Ricetto di Candelo, ricordarsi di inserire il video presente su italia

Come arrivare: Da Milano/Torino: autostrada A4 -Uscita casello di Carisio (a 20 km da Candelo)- Statale 230 fino al bivio per Candelo
Da Genova: autostrada A26 -Uscita casello di Vercelli -statale 230 -bivio per Candelo (oppure casello di Santhia- statale 143 per Biella). Candelo è raggiungibile anche con l’autobus (linea Biella-Vercelli-Milano e altre).

Santo Stefano
Come arrivare:
Da Roma: Autostrada A24 fino all’uscita dell’Aquila Est, prendere la strada statale Strada Statale 17 direzione Pescara per circa 15 chilometri fino a Barisciano. Proseguire per la strada provinciale per Santo Stefano di Sessanio (15 Km).

Da Pescara: Autostrada A25 per Roma fino all’uscita Bussi Popoli, quindi la Strada Statale 153 in direzione dell’Aquila per 15 Km circa, fino al bivio per Ofena-Castel del Monte. Lì girare per Ofena e subito dopo, svoltare a sinistra per Calascio (15 Km). Superare Rocca Calascio e continuare in direzione Santo Stefano di Sessanio.


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