Elisa Berger: il design strano ma bello

Si sa, un designer è uno spirito libero per eccellenza, senza limiti concettuali e, a volte, nemmeno fisici. Concepisce gli oggetti al di là delle barriere di realizzazione pratica e molto spesso questo approccio funziona.

Per Elisa Berger il processo è un po’ diverso. In una recente intervista ha dichiarato come uno dei suoi modelli di riferimento Philippe Starck. E in effetti non ci stupiamo, i suoi progetti sono prima di tutto funzionali. Librerie, sedie, cuscini, tappeti: tutto serve a soddisfare un bisogno reale, un’esigenza che nasce da una necessità che Elisa coniuga con un suo personale senso estetico.

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Nel suo caso la produzione parte anche da un limite che Elisa ha saputo trasformare in una opportunità: non è facile per un giovane designer trovare un’azienda che produca i suoi progetti, quindi Elisa ricorre molto spesso all’ autoproduzione oppure si rivolge a piccoli artigiani. Così sono nate le lampade ICy Yo! e Atomica Satin e la sedia Giraffe Chair, prodotto insieme a De Alberti.

Il design di Elisa Berger viene definito da alcuni onirico, in realtà la sua visione è animata da personaggi, umani e animali, che condividono lo stesso mondo, una volta tanto in modo armonioso, ironico, o meglio auto-ironico, come le figure che danzano su uno dei suoi appendiabiti. Un oggetto paradossalmente banale che Elisa ha deciso di rendere protagonista trasformandolo in un portatore sano di slogan entusiastici come Ride the Sun.

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Arredare con i complementi di Elisa Berger significa avere voglia di divertirsi ma anche di essere unici, esprimendo la propria personalità in modo originale, eclettico e, perché no, unico, proprio come Elisa definisce il proprio brand, il design “a chiamata”, segno ed espressione della nostra quotidianità e della nostra epoca.

Info

www.elisaberger.com


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