Camminare l’Italia sull’antica via francigena

Aerei, treni, automobili: da oltre due secoli ci spostiamo così, comodamente seduti, al chiuso e protetti da un involucro i metallo e plastica che ci protegge dalle intemperie. Ma i viaggiatori di qualche secolo fa avevano vita ben più difficile: si spostavano prevalentemente a piedi o, se erano sufficientemente benestanti con un cavallo o altro quadrupede che portava le loro vettovaglie.

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L’Europa governata dai Romani si districava su grandi vie di comunicazione che collegavano Roma con il nord Europa per il trasporto di merci ma non solo.

La via Francigena è una delle più importanti e da qualche anno è diventata una delle più belle rotte della cultura riconosciuta dal Consiglio d’Europa; 1000 chilometri in Italia divisi in 44 tappe dal Gran San Bernardo a Roma.

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Questa strada parte da Roma e percorre tutta l’Italia sino a raggiungere verso Nord la Svizzera e la città di Arles, la porta verso il cammino di Santiago. Questi due percorsi erano quelli maggiormente percorsi da milioni di pellegrini che dal Nord Europa venivano in pellegrinaggio a Roma per vedere il Papa e i luoghi sacri.

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In realtà si parla di vie francigene, ovvero di tutti quegli itinerari che uniscono l’Italia al resto d’Europa e che ancora oggi, dopo costanti opere di consolidamento dei tratti principali, la nascita di diverse strutture di ristoro per i viaggiatori e anche la creazione di tanti servizi (sia per i viandanti che per coloro che viaggiano in bicicletta), vengono percorse per le motivazioni più diverse.

Nel 2001 è nata l’Associazione delle Vie francigene, sul cui sito web potete trovare tutte le indicazioni necessarie sia per i percorsi che per la preparazione del viaggio. La Via Francigena attraversa ambienti con caratteristiche climatiche molto diverse, dai 2500 m di quota del Colle del Gran San Bernardo alla pianura padana, dal valico appenninico della Cisa alle colline toscane.

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Ecco perché è importante scegliere i periodi ideali, evitando i mesi più caldi, proprio perché il tratto padano non è ombreggiato. Bisogna tenere presente che il Colle del Gran San Bernardo è in genere aperto solo dall’ inizio di Giugno all’inizio di settembre, a causa della neve che lo rende impraticabile per la gran parte dell’anno. Anche il Passo della Cisa può essere innevato anche durante il tardo autunno o l’inizio della primavera.

La meraviglia di questo percorso è la continua scoperta dell’Italia slow, in cui ritrovare posti, luoghi, bellezze dimenticate al di fuori dei normali percorsi turistici.

Per tutte le info

http://www.viefrancigene.org/it/

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