Vestiti ricavati da batteri, il futuro della moda

Avete mai sentito parlare di colori esclusivi realizzati dai batteri del suolo? Pare che il futuro dell’alta moda sia questo! Natsay Audrey Chieza la designer del tessile londinese ha deciso di utilizzare i batteri come una sorta di laboratorio di tintoria sostenibile.
Chieza infatti ha scoperto i batteri tintori prendendo dei campioni dal suolo delle radici di alcune piante tra cui il dragoncello, l’origano, la salvia e li ha studiati e analizzati in vitro. Come sostiene la ricercatrice a volte il microbo ha un colore cellulare tutto suo e rilascia un particolare pigmento. La designer si è accorta inoltre che i pigmenti tingevano materiali come l’organza e la seta.

BIOcouture

Da questa scoperta si è resa conto che per esempio un noto marchio come Hermès molto noto per la bellezza dei suoi tessuti potrebbe arrivare ad offrire dei colori davvero esclusivi.
I batteri del suolo sono in grado di produrre colori molto belli dal blu scuro, all’indaco, all’ arancione e al rosso sanguigno e addirittura a seconda delle piante utilizzate si può arrivare ad ottenere i colori di un’intera tavolozza. Suzanne Lee la ricercatrice della School of Fashion & Textiles, invece sostiene da tempo un particolare progetto molto simile definito BioCouture che ha sempre l’obiettivo di realizzare particolari tessuti e colorazioni da batteri ottenuti dalla fermentazione di tutte le sostanze a base di caffeina. Un processo naturale sulla quale la studiosa sta lavorando da dieci anni e che negli ultimi tempi sta riscuotendo risultati positivi con l’intento di instaurare una green economy di consumo e incentivare l’eco-sostenibilità dei prodotti.

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Questi abiti realizzati mediante il processo di BioCouture ideato da Suzanne Lee sono stati esposti alla mostra Trash Fashion: Designing Out Waste al Museo della Scienza di Londra.
Un progetto innovativo verso il quale si orienta il futuro della moda ma che risulta sicuramente un pò impressionante.
In effetti è impressionante l’idea di dover realizzare un intero guardaroba dai batteri. Il processo prevede l’utilizzo di un paio di vasche da bagno, del thè verde zuccherato, del lievito. Da questo composto batterico cominciano a germogliare e a propagarsi delle fibre particolari che vanno a formare dei sottili fogli di cellulosa batterica. Mentre sono ancora umidi questi vengono modellati per ottenere gli abiti e una volta asciugati i fogli possono essere messi uno sopra all’altro ed essere colorati con particolari tinture vegetali come per esempio la curcuma, l’indaco, le barbabietole.

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Il suo progetto sta ottenendo molti riconoscimenti grazie all’ utilità e originalità di un processo che potrebbe davvero ribaltare il concetto che sta alla base della moda, ovvero il consumismo.
Abiti naturali il cui tessuto si adatta alle esigenze stilistiche più disparate, e che soprattutto verrebbero decomposti in modo naturale con impatto e costo zero. Un’idea sorprendente e geniale per sviluppare una coscienza ecologista!

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