Londra premia l’innovazione e l’eleganza: il Designs of the Year del 2015

Ammetterlo mi costa fatica, ma, nel tempo, ho imparato a farlo. Io, Giulia Scuffietti, incarno alla perfezione lo stereotipo “donna al volante pericolo costante”.

L’ultima volta che mi trovavo in macchina, nel tentativo, invano, di evitare un piccione, ho investito un ciclista. Il tutto, mentre uscivo da un parcheggio.

Potete capire, quindi, con che immensa gioia ho accolto la notizia del prototipo di Google per la macchina che si guida da sola.

Se si considera Google Plus come l’eccezione che conferma la regola, si può allora stabilire che Google non ne abbia mai sbagliata una. E, grazie a quest’ultima trovata, si è aggiudicata il premio della categoria Trasporti dei Designs of the Year.

Le pareti bianche del Design Museum di Londra cambiano volto in base alle mostre che ospitano: murales colorati, volti di donna in bianco e nero, scritte cubitali.

È dal 1989 che, lungo le acque del Tamigi, si rinnovano. Ed è dal 2007 che ospitano i Designs of the Year, il premio annuale conferito a chi ha progettato i prodotti di design più all’avanguardia, efficiente ed elegante.

Settantasei erano i candidati, sei le categorie e cinque i giurati. A metà maggio sono stati resi pubblici i nomi dei vincitori.

I vincitori dell’ottava edizione del Designs of the Year

Come già anticipato, Google ha trionfato nella categoria Trasporti con il suo prototipo di automobile che si guida da sola, senza la necessità di un autista.

Rimangono, quindi, cinque categorie e i relativi cinque premi.

La categoria Digitale ha visto vincitore The Ocean Cleanup. Il progetto è nato con lo scopo di sensibilizzare la popolazione sull’argomento dell’inquinamento dei mari e degli oceani. Informare, ma anche aiutare attivamente: i suoi bracci meccanici sono stati progettati in modo da riuscire a ripulire le acque dalla plastica e dagli altri rifiuti.

Ocean-Cleanup

Il premio per l’Architettura è stato assegnato all’UC Innovation Center. Si tratta di una struttura di cemento, pensata per ospitare un’ala dell’università di Santiago del Cile. Il progetto è firmato Elemental e stupisce per il modo in cui si integra nel paesaggio.

Uc Innovation Center

A primeggiare nella categoria Moda è stato Thomas Tait. Spesso nel mondo delle sfilate, per eccellere, è necessario oltrepassare i limiti del buon senso. Non è questo il caso: Tait è stato premiato proprio perché è riuscito a creare una collezione con tagli, colori e tecniche sartoriali originali, sempre però eleganti e raffinati.

thomas-tait-fashion-designer

Organs on Chips ha vinto il premio come miglior design di prodotto: è uno strumento che imita il funzionamento delle cellule umane, in grado, quindi, di limitare le sperimentazioni dei medicinali sugli animali.

Immaginate una carota nata deforme, ma senza essere modificata geneticamente. Se costasse il 30% in meno della sua perfetta vicina di cesta, la comprereste?

The Inglorious Fruits and Vegetables, vincitore dell’award per la Grafica, è una campagna pubblicitaria di Intermarché che promuove in modo semplice ed efficace la bio-diversità e la riduzione degli sprechi di cibo.

Presto, come si legge nel sito, altri musei faranno a gara a esporre i vincitori dei Designs of the Year.

Nell’attesa, potete dare un’occhiata più approfondita ai link qui sotto.
Buona lettura!

The Ocean Clean Up: www.theoceancleanup.com

UC Innovation Center: www.dezeen.com

Thomas Tait: www.thomastait.com

Organs on Chips: wyss.harvard.edu

The Inglorious Fruit and Vegetables itm.marcelww.com/inglorious/


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