Doggy bag di design, l’arte contro gli sprechi alimentari

La lotta agli sprechi alimentari si unisce alla fantasia e il risultato fa da valore aggiunto per un progetto del quale non si può che essere orgogliosi: basta dare un’occhiata alle “doggy bag” in mostra presso la Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea a Roma per rendersi conto di quali e quanti possano essere i “miracoli” dello stile made in Italy.

Si tratta, come ben si evince dalle opere selezionate dalla commissione GNAM su iniziativa della Comieco, di una sorta di rivoluzione culturale destinata a produrre effetti immediati, grazie anche al contributo di eccellenze della cultura nazionale del calibro di Andrea Kerbacher e Michele De Lucchi, entrambi incaricati (in qualità rispettivamente di intellettuale e architetto di massimo livello) di coordinare la squadra di professionisti che ha lavorato a lungo alla progettazione di contenitori artistici per avanzi del cibo.

Comieco in campo con “Doggy bag – Se avanzo, mangiatemi”

Già, alimenti rimasti da pranzi o cene al ristorante che altrimenti finirebbero nella spazzatura: perché non promuovere, in maniera originale e creativa, comportamenti virtuosi in grado di fare da argine seppur minimo all’imperante consumismo?

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In un Paese dove la povertà cresce insieme alla sensibilità sociale e all’attenzione all’ambiente, restare indietro su una pratica ormai adottata in gran parte del mondo sviluppato (a partire dagli Usa, ben rappresentati dalla famiglia Obama, “testimonial” di spicco delle doggy bag) sarebbe una contraddizione in termini e infatti quella promossa da Comieco è una riscossa rispetto ai modelli più avanzati, impresa tutt’altro che proibitiva.

Sono lontani anni luce, in quasi tutto l’Occidente percorso da venti di crisi ma ancora simbolo del benessere diffuso, i tempi del lusso “fine a se stesso” e del disprezzo per qualsiasi forma di lotta agli sprechi del cibo e lo stesso nome “doggy bag” non deve trarre in inganno, considerato che gli avanzi una volta riservati ai cani adesso finiscono dalla tavolo del ristorante a quello di casa.

Una nuova cultura alimentare sostenibile

Tutti gli attori della filiera alimentare, dai proprietari ai clienti fino allo chef passando per lo staff del ristorante vengono coinvolti dall’iniziativa, ben riassunta dallo slogan di battaglia “se avanzo mangiatemi” e tradotta nelle particolari opere ospitate nella mostra in corso dal 26 giugno (aperta al pubblico fino all’11 ottobre) alla Galleria nazionale d’arte contemporanea.

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Olimpia Zagnoli, Guido Scarabotto e Beppe Giacobbe sono gli illustratori delle realizzazioni, mentre il team di lavoro al quale il progetto è stato a suo tempo affidato risponde ai prestigiosi nomi di Chiara Moreschi, Matteo Ragni Francesco Faccin e Giulio Iacchetti, dal primo all’ultimo espressione ad altissimo livello della creatività italiana. LUISS Creative Business Center e la piattaforma crowdsourcing pptArt hanno collaborato all’organizzazione della mostra che ha come principale fine quello di valorizzare, rendendolo tangibile, il legame tra arte e mondo dell’impresa.

I contenitori, oltre ad essere pratici ed ecosostenibili, si propongono come oggetti d’autore capaci di catturare l’attenzione di qualsiasi osservatore, dal comune cittadino all’occhio attento di un esperto di estetica e design, ma è il respiro sociale e culturale della campagna a fare la differenza mettendo “le ali” al progetto targato Comieco e Slow Food Italia.

[Foto: Facebook @Comieco, giulioiacchetti.com]


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