Tracce arabe: la Madrid che non ti aspetti

Madrid, frizzante capitale spagnola, è una delle città europee più visitate. I turisti sono attratti dalle bellezze artistiche del Museo del Prado, dall’imponente eleganza del Palazzo Reale, dalla festosa atmosfera di Puerta del Sol o di Plaza Mayor.

Cosa vedere a Madrid

Per non parlare dell’acquolina che suscitano immancabilmente le variegate tapas servite ai banconi dei bar. Tutti conoscono Madrid, chi perché l’ha visitata, chi solo per sentito dire. Eppure c’è qualcosa di più, un segreto nascosto che forse solo in pochi conoscono.

Passeggiando per il quartiere storico della capitale, nel Barrio La Latina, ci si imbatte in una piccola e coloratissima piazza. Si chiama Plaza de la Puerta Cerrada («porta chiusa», in spagnolo) e si trova a pochi passi da Plaza Mayor, dove confluiscono Calle Segovia e Calle Toledo. Coloratissima perché i muri dei palazzi sono adornati di ricchi murales, risalenti al secolo scorso. Uno di questi graffiti riporta una citazione misteriosa.

«Fui sobre agua edificada, mi muros de fuego son»

Quale antica verità nasconderanno questi due brevi versi? Si riferiscono chiaramente alle origini di Madrid, che nacque nel lontano IX secolo come fortezza militare musulmana. Infatti, la prima notizia storiografica certa dell’esistenza di un insediamento risale al periodo musulmano, quando l’emiro di Cordoba, Mohamed I, fece edificare una fortezza in quest’area della Spagna, zona nevralgica per attaccare, ma soprattutto per proteggere il regno arabo dell’Andalusia dalle incursioni dei re cristiani.

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Vicino ai bastioni sorse un villaggio con il nome Mayrīţ, dall’arabo antico mayra, «letto del fiume» o «corso d’acqua». La porta chiusa che dà il nome alla piazzetta era quella che si apriva in questo punto nelle mura cristiane, costruite dopo la cacciata dei mori dalla Castiglia.

Mayrīţ sorse sulle acque del fiume Tajo, in una zona ricca di sorgenti superficiali e sotterranee, una terra fertile e rigogliosa. La sua muraglia era di fuoco, poiché fatta di selce, e quando le frecce nemiche vi si scontravano davano scintille che in lontananza sembravano lingue di fuoco.

Cosa vedere a Madrid

Le tracce del passato arabo di Madrid sono ancora visibili, se si osserva la città con occhio attento e curioso. Per esempio, a Plaza de la Villa, ovvero la piazza del Comune, si trova un edificio di stile mudejar, tipico della penisola Iberica e ispirato all’architettura musulmana. La Casa de los Lujanes possiede due portoni, uno più grande che dà direttamente sulla piazza, e uno più piccolo che si affaccia sulla strettissima Calle del Codo, entrambi visibilmente arabeggianti. Infatti, possiedono la tipica forma tondeggiante e armoniosa, la stessa che si può osservare negli Alcazares di Siviglia o nell’Alhambra di Granada.

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Non molto lontano dal neoclassico Palazzo Reale si apre invece il Parque del Emir Mohamed I, che prende il nome da colui che viene considerato il fondatore di Madrid. Meno famoso e molto più recente del Parque del Buen Retiro, questo parco ospita una parte delle antiche mura musulmane, rinomate tra i Mori di Spagna per essere solidissime e invalicabili.

In altri punti della città è possibile ancora osservare parti delle antiche mura islamiche e delle porte che davano ingresso alla fortezza o alla città. Cuesta de la Vega, Arco de Santa María, Puerta de la Sagra sono alcuni dei luoghi dove sorgono le rovine musulmane. Esse sono ormai inglobate nel tessuto urbano madrileno, ricoperte di statue e fregi cristiani, ribattezzate in modo da cancellare la loro origine.

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Eppure, guardando i resti dell’antica e inespugnabile Mayrīţ, sembra quasi che essi ancora lottino tra gli edifici odierni per prendersi spazio e attirare l’attenzione. È come se ci fosse vita in loro. È come se orgogliosamente volessero resistere all’oblio e continuare a perpetrare nei secoli la grandezza e lo splendore della Spagna degli emiri e dei califfi, dei grandi condottieri mori e delle belle fanciulle chiuse negli harem.


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