Vienna, cosa vedere nella città degli Asburgo

«Chi non conosce Vienna, di passaggio la può prendere facilmente per una città morta. Chi l’ama invece, non si lascia ingannare dal suo stile. Perché una città dello spirito, anche quando non esiste più, non smette mai di vivere»

Così scriveva di Vienna Vintilă Horia, scrittore rumeno del 900. Nella capitale austriaca vedeva la decadenza tipica di una città che era stata fulcro di un grande impero ormai decaduto. Eppure, Horia ne ammirava la luce che traspariva dalle pareti e dalle strade, una luce che ancora oggi abbaglia il turista.

Vienna è la città che ha visto sorgere e morire l’astro della famiglia degli Asburgo, dinastia che ha regnato territori austriaci fin da XI secolo. Ogni edificio, ogni strada, ogni chiesa porta il nome degli Asburgo. Passeggiare per le strade di Vienna significa passeggiare nella storia di questa famiglia reale, visitare i suoi luoghi equivale a rivivere le vicissitudini di arciduchi e principesse.
Vale la pena cominciare il giro imperiale dal palazzo di Hofburg, residenza ufficiale dei sovrani dell’impero Austro-Ungarico. L’ingresso è imponente e maestoso, arricchito da statue marmoree che ricordano le fatiche di Ercole e da due fontane laterali che rappresentano allegoricamente il potere della famiglia, per terra e per mare.

Cosa vedere a Vienna

L’itinerario guidato porta il visitatore nell’intimità della vita di corte. Degni di nota sono gli appartamenti dell’arciduchessa Elisabetta, detta Sissi, che amava curare il suo corpo all’interno di una piccola palestra, oppure le stanze dell’arciduca Francesco Giuseppe, Franz, che trascorreva le sue giornate lavorando e pregando, da fervente cattolico qual era.

Pare che l’arciduca si svegliasse prima dell’alba e che lavorasse fino a notte fonda. Egli considerava gli affari di Stato primissimo onere del sovrano, tant’è che non si circondava di oggetti lussuosi e passatempi oziosi. Vestiva abitualmente in abiti militari e conduceva una vita spartana. L’unica dolcezza in un cuore tanto marziale era l’amore incondizionato per i figli e la bellissima moglie.

Fratello di Hofburg è il palazzo di Schönbrunn, che un tempo si trovava fuori da centro urbano e che oggi è stato inglobato dall’espansione della città. Le pareti gialle di questo enorme edificio risplendono al sole e illuminano il giardino circostante.
Il nome «schön brunn», bella fonte, ricorda le origini della tenuta: pare che l’imperatore Mattia, durante una battuta di caccia, avesse scoperto in quest’area una fonte di acqua limpidissima. Originariamente semplice riserva di caccia, il palazzo acquistò il suo odierno splendore durante il regno di Maria Teresa, che ne fece la sua residenza. Gli appartamenti della regina sono un perfetto esempio di stile Rococò, un’eleganza estrema tanto che rasenta un’opulenza quasi esagerata.

Cosa vedere a Vienna, città degli Asburgo

Le stanze di Schönbrunn raccontano di una donna forte e lungimirante, ottima reggente di uno stato che si apriva la strana con riforme illuminate. Raccontano dell’affetto sincero che Maria Teresa nutriva per suo marito, Francesco Stefano di Lorena, e della felicità sacrificata delle sue figlie, per lo più utilizzate come strumento di politica matrimoniale. Per esempio, Maria Antonietta, andata in sposa giovanissima al re di Francia e condannata alla ghigliottina durante la Rivoluzione.

Se i due palazzi imperiali rappresentano l’apoteosi della perpetua grandezza imperiale, la piccola chiesa dei Cappuccini ne rappresenta la cruda dissoluzione. Situata a lato della Kärntner Straße, la via dei negozi, la chiesa dei Cappuccini mostra al visitatore una facciata semplice e spoglia. Nella cripta sotto di essa sono sepolti tutti i membri della casa degli Asburgo, in serissimi sarcofagi di bronzo scuro.

Nonostante la bellezza degli intarsi e la particolarità eccentrica di alcune bare, non si può fare a meno di costatare con nostalgico rammarico la fine di una dinastia che per secoli resse il destino d’Europa.

Tuttavia, il cuore di Vienna continua a pulsare di vita. Nelle sue strade brulicanti di gente il silenzio opprimente della Cripta degli Imperatori è solo un fugace ricordo.


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