Cos’è il vino vegano e come si riconosce?

Le buone pratiche di produttori e consumatori in campo alimentare possono cambiare il mondo e in effetti, anche dalle nostre parti, una piccola grande rivoluzione è già iniziata: prima o poi se ne accorgeranno tutti, anche i più pigri.

Filosofia bio e veg sono ormai da tempo parte integrante della cultura italiana, anzi vantano antiche radici che sembrano adesso finalmente riconquistare il loro spazio naturale grazie al contributo di tanti (vecchi e nuovi) “virtuosi” della tavola.

Ma cosa significa adottare un regime di alimentazione biologico e/o vegano? L’esistenza di componenti di origine animale all’interno dei cibi non è generalmente difficile da rilevare e sono sempre di più gli italiani che scelgono di fare a meno di carne, latte e uova optando per le soluzioni “cruelty free” presenti sul mercato, magari con l’ausilio di un buon nutrizionista in grado di garantire il corretto equilibrio nella dieta quotidiana.
Per sua natura, il vino dovrebbe prescindere da qualsiasi ingrediente di tipo non vegetale e invece informandosi bene si scopre che nel processo di “chiarifica” in molti casi sono usati composti a base di albumina, caseina o colla di pesce, tutte sostanze capaci di garantire una perfetta colorazione del liquido senza lasciare residui visibili in bottiglia.

Dove trovare il vino vegano

Perché scegliere il vino vegano e dove trovarlo?

Non occorre avere la patente di salutisti per nutrire qualche legittimo dubbio su tali pratiche enologiche, generalmente messe in atto all’insaputa dei consumatori, poco o per nulla informati dei vari passaggi che portano al risultato finale del vino.
Ma quali sono le alternative oggi sulla piazza? Nei prossimi anni si sentirà parlare e molto del vino vegano, già al centro della produzione di “pionieri” come Arcipelago Muratori e Cantine Milanesi, mentre tra gli addetti ai lavori c’è grande attesa per l’ambizioso progetto targato Barone Pizzini.

Questa azienda di fama internazionale è stata insignita nel 2012 dell’ambitissimo premio “International Wine Challenge” per il Franciacorta Rosé 2008 bio ed è titolare del record di vendite nel 2015 con ben 280mila bottiglie piazzate sul mercato in dodici mesi.

Vigneti vini biologici

Vino vegano, in Italia i pionieri della viticoltura al 100% naturale

Basta tornare alle origini e la missione di produrre un nettare degli Dei sano e privo di sostanze estranee all’ambito vegetale diventa, nel 2016, tutt’altro che impossibile: principali alleati nella nobile battaglia per la riconquista del ciclo di produzione naturale del vino, il tempo e l’eccellenza italiana nota o meglio invidiata in ogni angolo del mondo.

Competenze, esperienza degli operatori del settore e fattori ambientali giocano decisamente a favore dei protagonisti di questa rivoluzione, salutata dagli intenditori in materia enogastronomica come una straordinaria opportunità per l’intero indotto dell’agricoltura nazionale, in vista di nuove sfide che se affrontate con la giusta decisione sembrano vinte in partenza. La “buona terra” del Belpaese ha un grande potenziale e sarebbe un peccato non sfruttare da subito questo inestimabile patrimonio!

 


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