Record infertilità in Italia: le cause e i rimedi per le coppie che non hanno figli

C’è un argomento che periodicamente torna protagonista, con prepotenza, sui quotidiani, nel dibattito pubblico, nei convegni e nelle discussioni sul futuro del nostro Paese: la quantità elevatissima di coppie sterili e, di conseguenza, il sempre minor numero di bambini nati in un anno.

Questo triste primato dell’Italia è stato confermato dai dati del 2017: è stato raggiunto il minimo storico con 464.000 bambini nati l’anno scorso.

Da questo dato allarmante è partita l’idea di realizzare un documento che spiegasse bene cos’è l’infertilità e perché in Italia c’è questa situazione; ci ha pensato Alma Res Centro per la Fecondazione Assistita, che ha appena pubblicato l’infografica Perché in Italia non si fanno più figli?, includendo dati demografici, statistiche e percentuali di successo delle terapie e confronti con altri Paesi UE.

L’Italia è il Paese dove nascono meno bambini

La prima domanda che nasce osservando l’infografica è: perché il tasso di fertilità è così basso in Italia? La risposta sta anche nel fatto che si sceglie di avere un figlio sempre più tardi (a 31,8 anni in media), perciò le probabilità di rimanere incinta diminuiscono.

Inoltre, va aggiunto che il tasso di fecondità ideale, per far in modo che la popolazione resti costante, dovrebbe essere 2,1 ma nessun Paese europeo raggiunge questo numero: il Paese in cui si fanno più figli è la Francia, con 1,92 di media a fronte di 1,34 per l’Italia.

In che modo risolvere questo problema? Le soluzioni riguardano le differenze sociali fra un Paese e l’altro, ma si può intervenire anche grazie alle terapie di PMA, che consentono di curare l’infertilità con ottimi risultati, sia se questa riguarda la donna sia se riguarda l’uomo.

Una sezione dell’infografica è incentrata proprio sui risultati ottenuti finora con i trattamenti, includendo la fecondazione omologa e quella eterologa e mostrando i dati più recenti disponibili, relativi al 2015.

Probabilità di successo della PMA

I risultati dei trattamenti dipendono, in primo luogo, dall’età del paziente e poi dalle caratteristiche specifiche. Secondo i dati forniti da Alma Res, l’età media delle donne che ricorrono all’eterologa è di 35,3 anni, nel caso della donazione di seme, 41,5 per i trattamenti con donazione di ovociti e 40,9 anni per la doppia donazione.

Per fare un esempio sulla fecondazione eterologa, le probabilità di restare incinta sono del 45,5% se si hanno meno di 34 anni e si sceglie la fecondazione eterologa tramite donazione di seme, mentre è del 31,5% nel caso di donne con più di 43 anni che scelgono la doppia donazione.

In aggiunta a queste statistiche è opportuno tenere conto dei tempi di attesa previsti prima di iniziare un trattamento: nelle strutture pubbliche, infatti, si rischia di dover attendere 1 anno o più prima di iniziare la terapia, mentre nelle cliniche private l’attesa è inferiore ai 3 mesi, tenendo conto di tutti gli esami preliminari e della situazione della coppia.

Consultate l’infografica e, se vi è piaciuta, condividetela sui social!

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