Cosa vedere al Circeo in vacanza

Quante volte vi è capitato di sognare una vacanza rilassante, in fuga dai ritmi inesorabili della quotidianità? Vorreste soggiornare in un luogo ricco di attrattive, attorniati da paesaggi emozionanti, trascorrendo qualche giorno senza pensieri, immerso in un clima piacevole e mite?

Il sogno può diventare realtà, anche solo per un weekend, al Circeo, nel mezzo della Pianura Pontina, facilmente raggiungibile da Roma e Napoli.

Seguendo questi consigli, è semplice organizzare una vacanza, prenotare un hotel al Circeo e concedersi un break rigenerante nella natura, l’ideale per tornare alle proprie abitudini più sereni e riposati.

Prima di tutto, spieghiamo perché questa destinazione merita una visita: qui si trova il Parco Nazionale del Circeo, numerose spiagge ornate da dune e dalla macchia mediterranea, le scogliere che sembrano scolpite dalla mano di un artista, il lago di Paola, a Sabaudia, separato dal mare solo da una striscia di dune, e la Selva di Circe, uno dei pochi esempi di foresta di pianura.

Come arrivare al Circeo

La distanza da Roma è di circa 100 km e, in auto, si arriva percorrendo tutta la via Pontina. In alternativa, soprattutto nella stagione estiva, potrebbe essere preferibile prendere l’autostrada A1 fino a Frosinone, poi proseguire fino alla costa, per evitare il traffico.

Da Napoli si percorre la SS 7 Appia, mentre da nord, utilizzando l’Autostrada A2 Direzione Napoli o Roma con uscita al casello di Frosinone si può arrivare agevolmente al Circeo.

Perché visitare San Felice Circeo

Cosa vedere al Circeo in vacanza
Il borgo di San Felice Circeo è tra le mete preferite di chi trascorre l’estate nel Lazio, per via delle spiagge, delle grotte marine che si aprono lungo la costa meridionale del Promontorio del Circeo e dei romantici vicoli del centro storico.

Passeggiare a San Felice Circeo è sempre piacevole perché è facile raggiungere a piedi gran parte dei punti di interesse locali, come la Torre Templare, situata nella piazza più i alto rispetto al livello del mare, il Parco di Vigna La Corte, che è un suggestivo belvedere da cui ammirare il Golfo di Gaeta, le chiese, tra le quali suggeriamo San Felice Martire e la Chiesa dell’Immacolata, a pochi metri dal mare.

Più distanti dal centro si trovano le Mura Ciclopiche, resti risalenti al V secolo a.C e considerate oggi un punto panoramico di grande interesse, poiché da qui si riesce a vedere all’orizzonte anche Ischia.

Il Parco del Circeo è uno dei “must” della zona, perché uno dei più antichi parchi naturali d’Italia e perché ospita cinque habitat differenti: il Promontorio, diviso in due versanti, il “Quarto freddo”, caratterizzato da un clima umido, ricoperto da una fitta macchia alta di leccio, e il “Quarto caldo”, dove si trova una vegetazione rupestre mediterranea anche grazie a una costante esposizione al sole.

C’è la Selva di Circe, che si estende per quasi 3.300 ettari, un ecosistema ricchissimo che può essere esplorato tutto l’anno, sia a piedi che in bici, percorrendo la rete di sentieri che l’attraversa.

Cosa vedere al Circeo

Promontorio Quarto Caldo

Per saperne di più sulla Selva di Circe, questo è il sito ufficiale: www.parcocirceo.it.

La fascia costiera che fa parte del Parco si estende per 22 km ,appena sotto torre Paola, proseguendo oltre il territorio del parco (che termina in località Capoportiere) fino al capo d’Astura. Ci sono poi ben 4 laghi costieri: Paola, Caprolace, Monaci e Fogliano, dove si rifugiano molte specie di uccelli acquatici.

Del lago di Paola va detto che è il più grande e che sulle sue rive si trovano i resti di sontuose ville romane, come la Villa di Domiziano, visitabile solo su prenotazione.

Infine c’è l’isola di Zannone, disabitata e ricoperta da boschi di lecci e querce.

I turisti che amano le escursioni e le vacanze naturalistiche saranno appagati da una visita al Parco del Circeo, un autentico gioiello nel Lazio.

Da dove deriva il nome Circeo?

Le origini del nome risalgono almeno al IV secolo a.C. E hanno a che fare tanto con una leggenda, quanto con le caratteristiche di questo promontorio.

Il nome Circeo, infatti, potrebbe significare “ricco di querce” (dal latino quercus e dal greco kirkos) o riferirsi a un movimento circolare, come il flusso dei venti che circolano attorno alla vetta del monte.

Faro del Circeo

Faro di Capo Circeo Credits: Giorgio Rodano, https://flic.kr/p/zzM1qP

La leggenda più nota e suggestiva, tuttavia, è legata alla Maga Circe, colei che nell’Odissea incontrò e ospitò Ulisse per un anno. Il promontorio, quindi, appare come il profilo del volto di una donna sdraiata, Circe, il cui naso corrisponderebbe al Picco di Circe, il punto più alto, ritenuto da secoli un luogo mistico.

Per essere sedotti dalla bellezza del Circeo non occorrono sortilegi: è sufficiente una breve vacanza per desiderare di farvi ritorno al più presto.


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